Caro Presidente Monti, il 2012 per L’Aquila è iniziato con una proroga di tre mesi dell’Ordinanza per l’emergenza da parte del Suo governo. Si tratta di una misura necessaria, ma non sufficiente. Ci auguriamo tutti che con il nuovo anno – e soprattutto con questo nuovo governo – si inauguri una nuova fase, che segni l’avvio della ricostruzione vera. Quello di cui hanno bisogno davvero la nostra città e l’intero Cratere è la predisposizione di misure organiche, che cedano il passo a ordinanze provvisorie e contraddittorie, che rendono ancora più precarie le nostre condizioni. Non possiamo e non vogliamo continuare a vivere come funamboli, costretti a chiedere proroghe ogni sei mesi per misure necessarie, che servono a ricostruire una città distrutta dal sisma e a rimettere in piedi le vite di 70 mila aquilani, 100 mila nel Cratere. Perché a L’Aquila l’emergenza c’è ancora, nonostante i riflettori si siano spenti da tempo e sia passato un messaggio rassicurante che qui sia stato compiuto un vero miracolo.
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